Traduzione di Documenti Ufficiali: Traduzione giurata, certificata o legalizzata?

Le traduzioni di documenti ufficiali hanno spesso bisogno di particolari garanzie di qualità e accuratezza. Purtroppo c’è molta confusione in questo ambito, in parte dovuta alla terminologia specialistica utilizzata per questo genere di traduzioni.

Una traduzione di un documento ufficiale può essere infatti certificata, legalizzata o giurata. Queste definizioni vengono spesso usate in maniera intercambiabile, anche se si tratta di certificazioni molto diverse tra loro e che richiedono procedimenti differenti.

Un buon punto di partenza è stabilire se la traduzione debba avere valore legale o meno. Se la traduzione è richiesta nell’ambito di una dichiarazione pubblica o per scopi probatori la traduzione dovrà avere status di documento ufficiale e quindi essere giurata. Se destinata a un ufficio estero potrà essere necessaria la legalizzazione.

Sempre in base alla tipologia di documento e alle istruzioni inviate dall’ufficio di destinazione, una traduzione potrebbe non aver bisogno di passare attraverso un tribunale, ma soltanto di una garanzia di accuratezza da parte del traduttore. In questi casi è possibile produrre una traduzione certificata.

Prima di decidere per l’una o l’altra modalità è bene informarsi presso l’ente o l’ufficio responsabile e capire che tipo di documento viene effettivamente richiesto.

Nelle prossime sezioni vedremo in dettaglio qual è la differenza tra questi tre tipi di traduzione e in quali casi è preferibile l’una rispetto all’altra.

TRADUZIONE GIURATA

Una traduzione giurata (anche conosciuta come traduzione asseverata) ha valore legale in Italia ed è la modalità richiesta per tutti quei documenti che vengono emessi da enti governativi e uffici pubblici. Tra i documenti che richiedono una traduzione giurata possiamo trovare:

Per ottenere una traduzione giurata è necessario che il traduttore incaricato ponga la sua firma e il timbro sull’ultima pagina del testo, oltre a compilare e firmare il verbale di giuramento che ne attesta l’autenticità e l’accuratezza. Il verbale viene poi convalidato con l’apposizione della firma del funzionario e il rilascio del relativo numero di protocollo da parte dell’ufficio del Giudice di Pace o dall’Ufficio Asseverazioni del tribunale.

È possibile asseverare la traduzione anche presso un notaio. In questo caso non verrà compilato un verbale di giuramento, bensì una dichiarazione giurata (anche conosciuta come affidavit).

TRADUZIONE CERTIFICATA

Una traduzione certificata viene utilizzata in tutti quei casi in cui sia necessario certificare l’accuratezza della traduzione, senza che questa acquisisca valore legale. Viene spesso utilizzata nell’ambito privato quando viene richiesta la traduzione di certificati accademici, documenti personali e aziendali.

Anche in questo caso la traduzione verrà timbrata e firmata dal traduttore, ma al posto di una dichiarazione giurata, questa sarà accompagnata da un CTA (dall’inglese: Certificate of Translation Accuracy), ovvero da un certificato di accuratezza. Si tratta di una dichiarazione che attesta la professionalità del traduttore e l’autenticità della traduzione. Viene rilasciata solitamente dall’agenzia che fornisce il servizio di traduzione.

In alcuni Paesi, ad esempio quelli che aderiscono alla Common Law come il Regno Unito, anche una traduzione certificata potrebbe (in determinati casi) essere accettata presso un ufficio pubblico.

TRADUZIONE LEGALIZZATA

Per avere piena validità legale anche all’estero, una traduzione giurata o asseverata potrebbe aver bisogno di un ulteriore passaggio, ovvero la legalizzazione.

La legalizzazione riconosce valore alla firma e alla qualifica del funzionario che ha sottoscritto il documento. Questo documento verrà poi controfirmato da parte delle autorità competenti.

Ci sono diversi modi per far sì che il documento abbia validità legale anche all’estero. Nei Paesi facenti parte della Convenzione dell’Aja ad esempio, basta applicare il timbro di Apostille, un timbro riconosciuto a livello internazionale che attesta la validità legale del documento anche all’estero.

Una traduzione giurata quindi, con uso destinato al di fuori dell’Italia, potrebbe dover essere legalizzata per far sì che assuma valore legale. Una traduzione giurata non destinata all’estero invece, non avrà chiaramente bisogno di questo passaggio.

Prima di decidere se procedere con una traduzione giurata, certificata o legalizzata è sempre bene comunicare lo scopo e l’utilizzo del documento per cui è necessario produrre la traduzione con validità giuridica.

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